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Udienza Straordinaria 22 luglio 2010 - Processo Bini
Di Admin (del 25/07/2010 @ 18:15:06, in alessandrobini, linkato 122 volte)

Il 22 luglio dinanzi il Giudice monocratico Dottoressa Planitario presso la settima sezione penale si è svolta la terza udienza straordinaria nell’ambito della fase dibattimentale del processo per la morte di Alessandro Bini. È stata la volta dei testi della difesa, dagli arbitri che hanno diretto alcune gare sul campo dell’Almas nel 2005 alla dott.ssa Sara Rocchi, responsabile della commissione comunale di vigilanza, dall’assistente capo della polizia scientifica Giovanni Barletta che effettuò i rilievi il 2 febbraio del 2008 sul campo Sant’Anna B al presidente del Cr Lazio Melchiorre Zarelli. Il primo arbitro chiamato a testimoniare è stato Andrea Timpani, arbitro della gara Almas - Quarticciolo dell’8/12/2005, che dopo aver ricordato la gara e riconosciuto il referto ha dichiarato “Non ho avuto nulla da segnalare sulla regolarità del terreno di gioco né reclami da parte delle società”. Idem Stefano Cirulli arbitro della gara tra Almas e Testaccio del 27/12/2005 che su domanda del Pm Santini su cosa l’arbitro sia tenuto a verificare prima che inizi una gara ha riferito “Come arbitro verifico il campo, le reti ma non ciò che si trova all’ esterno del campo di gioco”. Infine è stata la volta di Gabriele Vattai, che il 12 febbraio del 2005 ha arbitrato la gara Almas – Atletico Ciampino 2000 e che ha precisato “Se avessi verificato che il campo per destinazione non era libero da ostacoli per 1,50 m lo avrei segnalato. Verifico l’eventuale presenza di ostacoli evidenti che possano essere di intralcio al gioco. È una mia valutazione, non abbiamo direttive precise in merito”. Successivamente è stata poi chiamata a testimoniare la Dott.ssa Sara Rocchi della Commissione Comunale di Vigilanza Locali Pubblico Spettacolo che ha illustrato le procedure per l’ottenimento del parere di agibilità. “Le autorizzazioni le rilascia la Commissione ma in seguito ad un sopralluogo che serve a verificare la conformità al progetto. Ma nel caso di impianto con capienza pari o inferiore a 200 posti è sufficiente una relazione tecnica di un geometra.”. Infine è stata la volta del Presidente del Cr Lazio Melchiorre Zarelli che ha precisato i compiti e il ruolo dei fiduciari “I fiduciari non si occupano della sicurezza ma verificano le misure del campo con mezzi rudimentali quali le fettucce metriche per poi redigere il verbale di omologazione. Sono ex arbitri, o ex dirigenti che in maniera del tutto volontaria e senza ricevere compensi svolgono tale funzione. Ricevono solo la tessera federale che permette loro di vedere le partite. Nell’ambito della nostra struttura abbiamo anche geometri e architetti ma non li usiamo per le misurazioni. Le misure le posso prendere anche io Si tratta di una semplice incombenza”.Sul valore delle omologazioni Zarelli ha dichiarato “I fiduciari verifica le misure del campo per le rispettive categorie. Ad esempio 100 per 60 per l’Eccellenza, 100 per 50 per la I e II categoria e 45 per 90 per la terza categoria e settore giovanile. Il verbale di omologa non ha valore ai fini della sicurezza. Per la sicurezza è competente il Comune con il rilascio dell’agibilità”. Zarelli eletto presidente del CR Lazio nel 2002 ha un passato nel mondo del calcio dove ha svolto il ruolo di arbitro per ben 17 anni e poi quello di dirigente. Sulla possibilità che gli arbitri possano segnalare anomalie riscontrate sui campi Zarelli ha precisato “ Non capita molto spesso che siano segnalate anomalie ma alcune segnalazioni arrivano, ad esempio relative alle reti di recinzione. Rispetto al campo dell’Almas non ne ricordo. L’arbitro verifica le reti, può segnalare l’eventuale presenza di ostacoli e può laddove sia rilevante far rimuovere lo stesso ma non si occupa del campo per destinazione”. Prossima udienza è stata fissata per il 20 settembre 2010 alle ore 10 quando saranno ascoltati i restanti testimoni della difesa e la mamma di Alessandro Bini, Delia Santalucia in merito alla documentazione fotografica riguardante il campo dell’Almas. L’accusa infatti in sede d’udienza ha prodotto documentazione fotografica realizzata dalla signora Delia relativa agli anni 2001, 2007 e 2010 riguardante il campo Sant’Anna B. In merito all’acquisizione la difesa si è opposta asserendo la mancanza di data certa. Parte è stata acquisita agli atti mentre sulla restante documentazione il Tribunale si è riservato in vista della prossima udienza. Unico imputato, ricordiamo, è Sandro Silvestri, l'ispettore della lega nazionale dilettanti che omologò il campo di Via Demetriade: il Sant’Anna B, rinviato a giudizio il 9 aprile 2009 dal Gup Cecilia Demma. (In quella stessa udienza fu stralciata la posizione di Attilo Massolo, presidente e legale rappresentante dell'Almas Roma, proprietaria del campo, deceduto a marzo 2009).Concorso in omicidio colposo e falso ideologico sono i reati contestati al fiduciario dal PM Cascini. A distanza di quasi 30 mesi la famiglia di Alessandro attende giustizia perché non si può morire a soli 14 anni giocando a pallone. Alessandro era un ragazzo sano e è morto solo per colpa della superficialità e della negligenza di chi avrebbe dovuto tutelare i ragazzi e invece non ha saputo rendere sicuro un campo da gioco. Una cosa è certa Alessandro è morto per causa di un rubinetto posto a soli 0,75 cm dalla linea del fallo laterale, quel rubinetto non solo non doveva star a quella distanza ma non doveva proprio esserci su un campo da gioco. Perché chi di dovere non ha rilevato quel pericolo? La vicenda di Alessandro è solo la punta di un iceberg, di un sistema sbagliato in cui la mentalità del tanto non succede e del chiudere un occhio ha fatto chiudere per sempre gli occhi di un ragazzo che aveva davanti a sé tutta la vita.

 

Associazione Alessandro Bini per la sicurezza nello sport