\\ Home Page : Storico
Di Admin (del 27/03/2010 @ 23:25:09, in AlessandroBini, linkato 151 volte)
Per la giustizia sportiva nessuno è responsabile per la morte di Alessandro Bini.
Prosciolto Gennaro Durante, vicepresidente della società di calcio dove il quattordicenne è morto due anni fa durante una partita.
 La Commissione Disciplinare Nazionale della FIGC con il comunicato n. 67 pubblicato il 19 marzo, ha prosciolto il Signor Gennaro Durante, detto comunemente Claudio e vice presidente della Società Almas Roma S.R.L., dall'inibizione per anni 3 inflitta a seguito del deferimento della procura federale per la morte di Alessandro Bini. Ricostruiamo i fatti. Il 2 febbraio del 2008 il giovane calciatore del Cinecittà Bettini, alla giovane età di 14 anni, perde la vita andando a sbattere contro un rubinetto che si trovava inopportunamente troppo vicino al campo da gioco; vano è stato il tentativo di rianimarlo sul campo, così come vana è stata la corsa in ospedale dell'ambulanza, che ha dovuto constatare il suo decesso dovuto ad un trauma cardiaco. Ad oggi sono passati poco più di due anni, e i tavoli sui quali si sta cercando di dare giustizia ad Alessandro, alla sua famiglia e a chiunque gli abbia voluto bene, sono quelli della giustizia sportiva, civile e penale. Le indagini della procura sportiva, che inizialmente erano state effettuate sul presidente della società Attilio Massolo, hanno dovuto subire un arresto nel momento in cui lo stesso è venuto a mancare. Da questo momento in poi le indagini sono proseguite nei confronti di Gennaro Durante, il quale al momento del fatto rivestiva la carica di vicepresidente. Le indagini, precise ed esaustive, hanno portato, il 14 Gennaio del 2010, la Commissione Territoriale presso il Comitato Regionale del Lazio ad infliggere tre anni di inibizione a Durante a seguito del deferimento della Procura Federale (con pena accessoria di 7 mila euro di multa alla società e di 7 punti di penalizzazione nella categoria Giovanissimi). Pochi giorni fa la Commissione Disciplinare Nazionale si è pronunciata sull'appello a tale sentenza: un appello fondato sulla semplice circostanza che al tempo del fatto non fosse il "solo" vicepresidente della società, ma che ricoprisse tale incarico insieme a due altri soggetti. La terribile beffa per chi ancora cerca una meritata giustizia è arrivata puntuale a soli due mesi dalla prima condanna: proscioglimento per l'allora vicepresidente Gennaro Durante. Oltre la beffa non poteva inevitabilmente mancare anche il danno dato dall'impossibilità di un ulteriore contro appello da parte della procura sportiva, a meno che non sia il Presidente della FIGC Giancarlo Abete, per altro firmatario del comunicato, a disporre, in virtù del suo incarico, una ulteriore fase di indagine sulla vicenda. Al momento quindi, inspiegabilmente per la giustizia sportiva nessuno è responsabile della morte del giovane Alessandro. Per quanto riguarda il punto di vista penale, registrato lo stralcio della posizione del presidente della società Almas, causa decesso, il pubblico ministero, dopo aver richiesto una consulenza tecnica ed averla rapportata all'omologazione del campo del 2005, ha richiesto l'iscrizione nel registro degli indagati di chi aveva firmato quell'omologazione, il Signor Sandro Silvestri, con l'accusa di essersi reso colpevole del reato di falso ideologico e concorso in omicidio colposo. Il Giudice per le indagini preliminari, presa visione delle richieste prodotte lo ha rinviato a giudizio. Già si sono tenute due udienze straordinarie e il 29 marzo si sarebbe dovuta tenere la terza prevista per la valutazione delle prove ma sarà rinviata d'ufficio a causa delle elezioni. Ad oggi, ai genitori di Alessandro non resta che sperare in una sentenza penale che trovi un colpevole per una morte così ingiusta. Non si tratta di voler trovare un capro espiatorio, né di immolare nessuno sull'altare, ma solo ed unicamente di dare giustizia ad un bambino che ha avuto l'unica colpa di seguire con passione un pallone su un campo da calcio. Non solo non si può morire in questo modo, ma non trovare alcun responsabile per una morte così ingiusta sarebbe come uccidere due volte.
 Roma 25.03.2010 - Jacopo Fontanelli
 
Di Admin (del 27/03/2010 @ 21:29:13, in AlessandroBini, linkato 233 volte)
Pubblichiamo integralmente l’editoriale di Marco Cerigioni dal sito www.csi.com
Alessandro Bini è un po’ l’Alfredino Rampi del calcio giovanile romano. Due morti assurde, molto distanti nei tempi, di cui si è tanto parlato con dolore e con rabbia, ma che hanno anche prodotto un maggiore senso di responsabilità nelle istituzioni. C’è una differenza sostanziale fra le due tragedie: quella di Alfredino era stata una pura fatalità; quella di Alessandro no, perché è stata cagionata da un idrante posto troppo vicino il terreno di gioco, di cui nessuno si era mai curato. Quindi, se mai possa essere considerata lecita una graduatoria delle sofferenze, quella dei genitori di Alessandro – Delia e Claudio – è ancora più atroce. Il caso lo ricordano tutti: il fatto accadde il 2 febbraio 2008, sul terreno dell’Almas, dove la squadra di Alessandro, il Cinecittà Bettini, si era recata per una partita del campionato giovanissimi provinciale. Il tentativo di recuperare una palla di testa e un colpo tremendo col petto sulla maniglia del bocchettone dell'impianto di irrigazione. Nonostante i soccorsi immediati, non c’è stato nulla da fare. Se torniamo a parlarne oggi, di questa vicenda, è per svariati motivi. Non quello che, qualche giorno fa, la giustizia sportiva ha definitivamente prosciolto l’unico personaggio ancora imputabile, il Vicepresidente dell’Almas, ribaltando la sentenza emessa nel precedente grado di giudizio. E non quello che il processo penale è entrato nella fase dibattimentale, con l’udienza in programma il 29 marzo (che segue quella dell’8 febbraio) in cui saranno sentiti i consulenti di parte. Il primo motivo è per non dimenticare; il secondo è per esaltare la forza d’animo e la coscienza di Delia e Claudio Bini, che hanno dedicato ad Alessandro una Associazione Onlus mirata alla sicurezza nello sport; il terzo è il Minioscar 2009 per l’Impegno Sociale che l’Associazione stessa ha ricevuto qualche giorno fa in Campidoglio; il quarto è la pubblicazione, avvenuta il giorno prima, del libro “Buone pratiche per la gestione in sicurezza delle attività sportive” a cura di Sabrina Varroni dell'assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio (vedi articolo a fianco), che rappresenta la sublimazione dell’impegno profuso in questi due anni dall’Associazione Bini. Nell’aprile del 2009, infatti, la Regionale Lazio ha approvato una normativa sulla sicurezza nello sport che ha colmato le tante lacune ancora esistenti. Successivamente, l’assessorato allo sport ha emanato un avviso di bando pubblico per progetti di miglioramento della sicurezza degli impianti, grazie al quale sono stati finanziati ben 100 interventi su strutture pubbliche di tutto il territorio regionale. E la Regione Lazio ha poi promosso, nelle scuole, iniziative di conoscenza e promozione dello sport sano: attività ed incontri finalizzati a diffondere, tra i giovani della nostra regione, una cultura sportiva basata sulla lealtà, sulla tutela della salute, sulla contrarietà al doping. Il 9 febbraio 2010 si è celebrata, secondo l’indicazione della legge, la prima giornata regionale della sicurezza nello sport: un appuntamento annuale che fornirà ad istituzioni, gestori degli impianti e cittadini un opportunità di riflessione, di confronto su ciò che è stato fatto e ciò che ancora deve essere fatto, riguardo un tema che investe la sensibilità e l’attenzione di chiunque ami lo sport e lo voglia rendere una attività sempre più sicura. Tutto ciò non riporterà in vita Alessandro, né potrà lenire il dolore di Delia e Claudio. Ma l’unica cosa che c’era da fare è stata fatta: avviare quel processo che nel prossimo futuro permetterà ai tanti piccoli Alessandro che scorazzano sui campi da gioco di vivere la loro esperienza in assoluta tranquillità.
 
Di Admin (del 19/03/2010 @ 11:15:02, in alessandrobini, linkato 261 volte)
Nella mattinata di oggi, in occasione della festa del papà, le Associazioni I Love Papà e Figli Negati hanno organizzato, per il secondo anno consecutivo, la consegna dei minioscar nella Sala del Carroccio in Campidoglio quale segno di ringraziamento per chi si è distinto nel campo sociale. Tra i premiati l’Associazione Alessandro Bini a cui il presidente dell’Associazione I love papà, Giorgio Ceccarelli, ha consegnato il minioscar per ringraziare dell’impegno profuso nella tutela della sicurezza dello sport e dei ragazzi nella memoria di Alessandro. “Ringrazio Giorgio- precisa Delia- per il premio. Alessandro è morto su un campo di calcio due anni fa, era un ragazzo sano e a causa dello scontro contro un rubinetto posto a settanta centimetri dalla linea del fallo laterale anzichè a un metro e mezzo ha perso la vita. Oggi mio marito doveva essere qui con noi, ma non se l’è sentita perché ritiene che gli sia stata negata la possibilità di continuare ad essere papà e sentirsi chiamare papà… per quanto successo in campo ma anche per mano dell’uomo e delle istituzioni. Al di là delle regole serve il buon senso del padre di famiglia perchè solo i genitore possono tutelare i propri figli. Nell’associazione che abbiamo costituito vediamo Alessandro, un po’ come il proseguimento di quella vita spezzata. La mattina e la sera salutiamo nostro figlio attraverso una foto sul freddo monitor di un computer. I papà al pari delle mamme hanno un ruolo fondamentale nell’educazione dei figli e nel nostro caso Alessandro stava crescendo con sani principi perché al suo fianco c’erano una mamma e un papà. E per concludere, per quanto riguarda l’associazione che si sta battendo per una maggiore sicurezza nelle strutture sportive, a tutela di tutti i nostri figli, aiutateci a portare avanti questa nostra battaglia”. Giorgio Ceccarelli è molto vicino all’Associazione Alessandro Bini perchè anche lui ha rischiato di morire a causa della non sicurezza dei campi sportivi. Il 28 agosto 2007, durante la partita di calcio svoltasi sul campo di Strangolagalli in provincia di Frosinone, organizzata per beneficenza a favore dei minori, a seguito di una caduta subiva un grave trauma cranico. Trasportato d’urgenza in elicottero all’ospedale Umberto I di Roma è stato subito sottoposto alle cure del caso. Giorgio è rimasto in coma farmacologico per otto giorni ma per fortuna si è salvato. Ma oggi ricorda “Quel campo non era a norma. In origine probabilmente era in pietra, successivamente era stato ricoperto con cemento e per coprire pietre era stato semplicemente ricoperto con terra ma le pietre erano sporgenti. Durante uno scontro di gioco sono caduto a terra e ho sbattuto la testa. Fui trasportato d’urgenza a Frosinone e poi in elicottero a Roma. Quel campo era omologato ma non era a norma. Eppure giocavano partite ufficiali di prima categoria. Inizialmente non volevo fare causa ma poi dopo un anno andai a trovare il medico che mi aveva curato al Policlinico Umberto I sapendo che non avevo fatto causa mi disse < per colpa tua moriranno altri bambini>. Allora decisi di fare causa. Sono disposto a fare una manifestazione per la sicurezza nello sport e degli impianti sportivi. Io ero morto e per poco mi sono salvato”. Un giorno particolare il 19 marzo, “la festa del Papà, come ricorda Ceccarelli presidente dell’associazione promotrice del premio, non deve ridursi a una festa commerciale ma al contrario deve essere una giornata dedicata anche alla meritocrazia e alla valorizzazione delle attivita' degli italiani e degli stranieri che svolgono una forte azione sociale,. un ringraziamento per tutti coloro che hanno contribuito con le loro iniziative ad aiutare gli altri” Il premio Papà dell’anno è andato a Emilio Ammaturo quale papà dell’anno 2010. Papà di un bambino di sei anni, Emilio sta lottando per difendere il suo diritto di essere padre. Emilio in sei anni ha potuto vedere suo figlio solo venti volte. Emilio sta combattendo una lunga battaglia legale in cui si è purtroppo trovato a dover denunciare anche due giudici. “Prendo questo premio per affetto nei confronti di mio figlio, perché se domattina mi dovesse capitare qualcosa lui saprà quanto pena un padre. Io voglio solo fare il padre. Dietro storie come la mia si nasconde il dramma di un bambino che non può abbracciare il suo papà”. Storie di vita, storie di uomini di papà come anche quella di Marino Collacciani giornalista del Il Tempo “Sono qui oggi non solo come giornalista ma come amico di Giorgio e militante dell’associazione. Conosco purtroppo queste storie come quella di Emilio. Spero sempre che il papà dell’anno sia un papà che vince nell’interesse dei figli. Per due anni anche io non ho potuto vedere mio figlio. Un giorno con la sentenza che mi autorizzava a vederlo andai sotto casa di mio figlio e un poliziotto mi prese sotto braccio e mi disse . Probabilmente avrei commesso anche io una pazzia se quel poliziotto non mi avesse preso per mano. Adesso ho vinto, perché l’amore alla fine vince ma serve l’aiuto delle istituzioni”. Con il Minioscar 2009, oltre all’Associazione Alessandro Bini, sono stati premiati: Margherita Camarda, Responsabile Servizi Sociali Comune di Albano autrice e promotrice di progetti e di iniziative per una sana e diversa politica della famiglia a favore dei bambini impegnata a favore dell'affido in questi ultimi dieci anni (affido familiare, affido condiviso e mediazione familiare), a Antonietta Bellisari dirigente della Regione Lazio dell’area integrazione socio sanitaria che ha tra le proprie competenze anche quelle in materia di affido e di adozione; per il primo anno anche ad una corrispondente della Tv svedese SVT Kristina Kappelin. Fra gli altri premiati: Stefania Quaglio (Adnkronos); Gabriella Errico (Associazione Un Sorriso); Fausto Lisi (Associazione I Love Alatri); Giulia Pacciardi (Fashion District); Letizia Palma (Fashion District); Pierantoni De Santis (Terme di Fiuggi Spa-Golf); Alessia e Fabio Cantiani (Vastours); Marco Parpaglioni (Azienda Starnet Software); Lino Ventriglia (Chairman Back Jack); Giulio Goria (Univ. Roma - Foro Italico); Roberta Albanesi (artista); Enrico Castucci (La Maratona di Roma); Padre Quirino Salomone (Mensa dei poveri de L'Aquila); Paolo Tinarelli (Borghetto Flaminio); Sergio Iacomoni (Gruppo GSR - Natale di Roma). Al termine della manifestazione Giorgio Ceccarelli ha annunciato a tutti i presenti che si farà promotore per poter istituire una giornata dedicata ai figli la cui data dovrebbe ricadere il 15 giugno di ogni anno.
Federica Ragno
Addetto stampa Associazione Alessandro Bini
 

Presentazione del volume Giulia Rodano ASSESSORE ALLA CULTURA, SPETTACOLO, SPORT

Con l’approvazione di una normativa sulla sicurezza nello sport, nell’aprile del 2009 la Regione Lazio si è data uno strumento per aggredire un problema, quello della sicurezza degli impianti sportivi, che fino ad ora le normative e gli interventi pubblici non riuscivano ad affrontare compiutamente. Troppo spesso infatti gli impianti sportivi, le strutture dove tanti dei nostri ragazzi e ragazze passano tante ore della loro vita, si trasformano in luoghi pericolosi, dove possono avvenire incidenti anche gravi e a volte si rischia persino di perdere la vita. L’investimento sulla sicurezza degli impianti sportivi è per noi dunque una necessità urgente e un dovere. Non si può promuovere lo sport per tutti, mettere in risalto le potenzialità che le attività motorie hanno nella promozione di stili di vita sani e attivi e nell’educazione a valori civili e individuali socialmente utili, se non si garantiscono le migliori condizioni possibili, lamaggiore sicurezza possibile non solo agli atleti di vertice, ma a tutti anche a coloro che vogliono solo divertirsi, che magari non vinceranno mai. L’attività fisica è una risorsa della collettività, un vero e proprio elemento di welfare, un diritto di ogni cittadino a prescindere dalle proprie condizioni di nascita e di censo. Se questo è vero, le istituzioni pubbliche devono svolgere a pieno la loro funzione. Occorrono interventi finalizzati a favorire la crescita delle attività sportive, a garantire pari opportunità a tutti i cittadini, in particolare quelli meno fortunati. Ancora si fa troppo poco. Non esistono risorse finalizzate all’impiantistica sportiva da parte dello Stato nazionale. Ancora troppo si investe soltanto in relazione ai grandi eventi sportivi. Invece esiste un estesissimo tessuto di associazioni sportive, di praticanti che assicurano, a volte esclusivamente con il lavoro volontario, la sola possibilità per migliaia di ragazze e ragazzi di svolgere una attività sportiva. Anche per rispondere nel modo migliore e più sicuro possibile il Consiglio Regionale ha approvato la legge sulla sicurezza nello sport. E ancora per questo, l’assessorato allo sport ha prontamente emanato un avviso di bando pubblico per progetti di miglioramento della sicurezza degli impianti, grazie al quale sono stati finanziati ben 100 interventi su strutture pubbliche di tutto il territorio regionale. E la Regione Lazio ha poi promosso, nelle scuole, iniziative di conoscenza e promozione dello sport sano: attività ed incontri finalizzati a diffondere, tra i giovani della nostra regione, una cultura sportiva basata sulla lealtà, sulla tutela della salute, sulla contrarietà al doping. Il 9 febbraio 2010 si celebrerà, secondo l’indicazione della legge, la prima giornata regionale della sicurezza nello sport: un appuntamento annuale che fornirà ad istituzioni, gestori degli impianti e cittadini un opportunità di riflessione, di confronto su ciò che è stato fatto e ciò che ancora deve essere fatto, riguardo un tema che investe la sensibilità e l’attenzione di chiunque ami lo sport e lo voglia rendere una attività sempre più sicura, in cui impegnare in tranquillità i propri figli. Questo dunque ci proponiamo: tenere alta l’attenzione, lavorare per rendere più sicuri gli impianti, attivarci per garantire la salute di tutti gli atleti, di tutti i ragazzi e le ragazze che vogliono fare sport. Ora nella Regione Lazio c’è per questa politica uno strumento in più. Ci sembra una buona notizia.

dal sito: culturalazio.it

 
Di Admin (del 14/03/2010 @ 21:19:19, in alessandrobini, linkato 198 volte)

Avvisi Pubblici Scorrimento Graduatoria - Avviso pubblico per la promozione, il sostegno e la diffusione della sicurezza nello Sport, di cui alla L.R. 11/09. Elenco degli ulteriori 27 progetti finanziati con risorse dell'Esercizio Finanziario 2010, relativi all'avviso pubblico per la promozione, il sostegno e la diffusione della sicurezza nello Sport, di cui alla L.R. 11/09.

 Elenco graduatoria

 
Di Admin (del 27/02/2010 @ 09:19:12, in alessandrobini, linkato 377 volte)
 
 
 
 
Di Admin (del 15/02/2010 @ 22:35:40, in video, linkato 114 volte)
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23

cambia colore rosso, cambia colore verde, cambia colore blu, cambia colore viola, cambia colore marrone

Cerca

Ultime notizie

Dedicato a......


Alessandro Bini

In Evidenza

Titolo

Catalogati per mese:
Gli interventi piu' cliccati

Ultimi commenti:
The personal loans s...
23/08/2010 @ 10:09:39
Di Anonimo
bellissimo gesto. br...
16/07/2010 @ 15:47:22
Di Paolo
A tutti i Papà e le ...
26/06/2010 @ 18:38:00
Di Michelangelo Laterza

Fotografie Presenti

codex per la sicurezza nello sport

PRIMA E DOPO INTERVENTO

Titolo

Partners

Sicurezza per impianti sportivi

 

Iscriviti al canale

 dell'Associazione
il canale dell'Associazione

Il Libro di Ale


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Calendario Eventi

< settembre 2010 >
L
M
M
G
V
S
D
  
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
     
             

Sondaggi

Titolo
Qual è il tema che richiederà piu attenzione dalla Associazione?

 La sicurezza negli impianti Sportivi.
 La tutela dei giovani atleti.
 La figura del resposabile della sicurezza.
 Il primo intervento nel corso di un infortunio.
 La necessità di introdurre nuove regole per la sicurezza.

Informazioni


Link Utili


Feed



08/09/2010 @ 1.43.50
script eseguito in 1485 ms