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Di Admin (del 04/01/2011 @ 18:44:15, in AlessandroBini, linkato 693 volte)
Si è concluso oggi, 4 gennaio 2011, presso la settima sezione del Tribunale penale di Roma, il processo di primo grado per la morte di Alessandro Bini. Il giudice monocratico Annamaria Planitario ha condannato a un anno e 6 mesi di reclusione per falso ideologico e concorso in omicidio colposo Sandro Silvestri, il fiduciario del Comitato Regionale Lazio della Lega Nazionale Dilettanti che nel 2005 omologò il Sant’Anna B, il campo dell’Almas dove il 2 febbraio 2008, a 14 anni, perse la vita il baby calciatore del Cinecittà Bettini. A determinare la morte fu l’impatto con la manetta di un rubinetto per l’irrigazione, posta a soli 70 centimetri dalla linea del fallo laterale, quando invece i regolamenti impongono una distanza minima di 150 centimetri dalla linea per eventuali ostacoli fissi o mobili (il cosiddetto “campo per destinazione”). Dopo il decesso nel marzo 2009 del presidente dell’Almas, Attilio Massolo, l’unico imputato del processo era Sandro Silvestri, che nel 2005 firmò per conto del CR Lazio LND il verbale di sopralluogo di omologa del campo. Nell’udienza del 13 dicembre, il Pm Giuseppe Cascini aveva chiesto per lui una condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione. Esprimono soddisfazione per l’esito del processo i genitori di Alessandro, Claudio e Delia: “E’ stata fatta giustizia. Non volevamo vendetta, ma chiedevamo che fossero riconosciute le responsabilità per la morte di Ale. Speriamo che questa sentenza funga da monito per coloro che, preposti a vigilare, verificare e controllare, non adempiono con scrupolo ai loro doveri istituzionali. Ci auguriamo che ora LND, FIGC e CONI rivedano l’intera normativa sulla sicurezza degli impianti. E che riflettano sulla possibilità di affidarsi per le omologazioni delle strutture sportive a tecnici specializzati, e non a semplici volontari che non hanno le conoscenze opportune per tutelare la salute e la sicurezza di coloro che praticano sport”.
UFF. ST. ASSOCIAZIONE ALESSANDRO BINI
Dott.ssa Federica Ragno - mob. 339.58.07.499
ufficiostampa@associazionealessandrobini.org
 
Di Admin (del 04/01/2011 @ 13:19:09, in alessandrobini, linkato 609 volte)
ROMA (4 gennaio) - Sandro Silvestri, già commissario della Lega nazionale dilettanti del Lazio, è stato condannato a un anno e mezzo di reclusione con sospensione della pena: l'uomo diede il nulla osta all'omologazione del campo dove il 2 febbraio 2008, a Roma, durante una partita di calcio giovanile morì Alessandro Bini. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Annamaria Planitario. Il pm Giuseppe Cascini aveva chiesto una condanna a tre anni e otto mesi.

Alessandro Bini, 14 anni, in campo con il Cinecittà Bettini, andò a sbattere contro la maniglia di un tubo di irrigazione del campo che non aveva la protezione in gommapiuma: morì per le conseguenze del colpo ricevuto al torace. Silvestri era sotto processo per omicidio colposo e falsa attestazione di fatto perchè avrebbe omologato le dimensioni del campo di calcio pur non essendo queste ultime rispondenti a quanto previsto dal regolamento. Inizialmente indagato per la stessa vicenda fu anche Attilio Massolo, presidente e legale rappresentante dell'Almas Roma, società proprietaria del campo, deceduto nei mesi scorsi.

Fonte: IL MESSAGGERO
 
Di Admin (del 03/01/2011 @ 16:21:14, in AlessandroBini, linkato 492 volte)
COMUNICATO STAMPA
Con la lettura del dispositivo della sentenza, si terrà il 4 gennaio 2010 alle ore 9.00 presso il Tribunale di Roma, VII sezione penale aula 16, dinanzi al giudice monocratico Annamaria Planitario, l’ultima udienza del processo di primo grado per la morte di Alessandro Bini, giovane calciatore del Cinecittà Bettini scomparso il 2 febbraio 2008, a 14 anni, per l’impatto con la manetta di rubinetto per l’irrigazione, posta a soli 70 cm dalla linea del fallo laterale sul campo B della società Almas Roma, quando invece i regolamenti della FIGC imponevano – e impongono – una distanza minima di 150 centimetri per eventuali oggetti estranei al campo di gioco (campo per destinazione). Dopo il decesso nel marzo 2009 del presidente dell’Almas, Attilio Massolo, l’unico imputato del processo è Sandro Silvestri, ex fiduciario del Comitato Regionale Lazio della Lega Nazionale Dilettanti, che nel 2005 firmò il verbale di sopralluogo di omologa del campo Sant’Anna B. Silvestri è accusato di falso ideologico e concorso in omicidio colposo. Nell’udienza del 13 dicembre, il Pm Giuseppe Cascini ha formulato per il delegato del Cr Lazio una richiesta di condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione. La famiglia di Alessandro Bini sottolinea: “Qualsiasi condanna non riporterà tra le nostre braccia Alessandro, considerando anche che l’imputato versa in precarie condizioni di salute (da un anno è invalido civile). Ma chiediamo giustizia e speriamo in una sentenza di colpevolezza che possa servire da deterrente per tutti coloro che nell’ambito delle proprie funzioni, retribuite e non, sono chiamati ad osservare scrupolosamente le norme e i regolamenti vigenti affinché non lascino più nulla al caso”. Delia Santalucia, la mamma di Alessandro, avverte: “Se la sentenza non dovesse riconoscere le responsabilità del signor Silvestri, ricorreremo in appello”.
UFF. ST. ASSOCIAZIONE ALESSANDRO BINI
Dott.ssa Federica Ragno mob. 339.58.07.499
ufficiostampa@associazionealessandrobini.org
 
Di Admin (del 23/12/2010 @ 13:08:51, in eventi, linkato 589 volte)
Buon Natale e Felice Anno Nuovo
 
Di Admin (del 22/12/2010 @ 00:03:56, in AlessandroBini, linkato 620 volte)
Si è conclusa lo scorso 13 dicembre davanti il giudice monocratico Dottoressa Planitario presso la VII sezione penale del Tribunale di Roma la fase dibattimentale del processo per la morte di Alessandro Bini. Il Pm Giuseppe Cascini ha concluso la propria requisitoria con la richiesta di condanna di Sandro Silvestri a 3 anni e 8 mesi contestando i reati di falsa attestazione di fatto e di concorso in omicidio colposo. Dopo la morte del Presidente dell’Almas, Attilo Massolo (deceduto nel marzo 2009 poco prima dell’inizio del processo), l’unico imputato è infatti Sandro Silvestri, fiduciario del CR Lazio, che nel 2005 omologò il campo S’Anna B di Via Demetriade, gestito dall’Almas Roma, dove Alessandro il 2 febbraio 2008 perse la vita, durante una partita di campionato giovanissimi provinciali battendo il torace contro un rubinetto per l’irrigazione posto a soli 70 cm dalla linea del fallo laterale. “La morte di Alessandro – precisa il Pm Cascini durante la requisitoria- è stata causata dall'urto con la maniglia del rubinetto come confermato dalla perizia medico legale che non lascia dubbi. La maniglia si trovava a soli 0,74 cm rispetto alla linea del fallo laterale. Mentre il regolamento della Lega Nazionale Dilettanti, all'art. 27, detta che tra le linee perimetrali del campo di giuoco ed il pubblico, od ostacolo fisso (muri, pali, reti, fossati, alberi, ecc.) deve risultare una distanza minima di mt. 1,50 (campo per destinazione) che costituisce una misura di sicurezza". L'incidente dunque è strettamente collegato. Alessandro è morto a causa dell’impatto con un rubinetto posto in quella fascia definita campo per destinazione di 1,50 mt che sarebbe dovuta essere libera da ostacoli. “Nella corsa Alessandro si è scontrato contro l'ostacolo che non doveva esserci – prosegue il PM - la responsabilità principale è dell'Almas per aver consentito e realizzato attività agonistica su tale campo ma come era possibile che un campo che non era in regola fosse omologato? "Questa una delle questioni principali sollevata dal Pm Cascini durante la requisitoria “La risposta- precisa il Pm- è nel verbale di omologazione. Facendo infatti il confronto tra le misure riscontrate nel 2008 dall’ Ing. Giovanni Caruso (consulente del Pm) e quelle inserite nel verbale di sopralluogo di omologa dal Silvestri nel 2005 c'è una discrasia. L’Ing. Giovanni Caruso, infatti, ha riscontrato le misure di 52 metri di larghezza del campo (una media tra 53,13 e 51,73), di 1,69 mt (lato delle panchine) e 0,81 mt (lato in cui si è verificato l’impatto con il rubinetto) per il campo per destinazione. Sommando queste cifre non si ottengono le dimensioni dell’area omologata dal Silvestri, 56,25 metri (52 metri la larghezza del campo, 2,45 e 1,80 per le misure del campo di destinazione), che risultano pertanto non corrispondenti alla realtà”. Il primo reato dunque contestato dal Pm Cascini a Sandro Silvestri è quello di falsa attestazione di fatto. Il Silvestri secondo la pubblica accusa avrebbe riportato nel verbale di omologa delle misure del campo in contrasto con quelle reali. Si sarebbe dunque attestata la conformità del campo alle misure richieste dall'art. 27 del Regolamento della Lega Nazionale Dilettanti che nella realtà non erano ravvisabili. La condotta sarebbe così ravvisata nella falsa attestazione rispetto all'art. 27, condotta che ha poi consentito di ottenere l’omologazione del campo e conseguentemente di permettere di disputare il campionato in violazione di quella che era una specifica regola di sicurezza”. Secondo infatti il PM Cascini “Quanto previsto dall’art. 27 del Regolamento della LND è da intendersi quale regola di sicurezza”. Senza infatti l'omologazione le partite non si sarebbero potute disputare, non si sarebbe potuta svolgere l’attività agonistica. “La condotta approssimativa verificatesi – conclude il Pm- è in stretto collegamento diretto con il fatto e ne è stata causa concorrente. La causa infatti principale è quella di aver posizionato il rubinetto ma se c'è un soggetto che deve verificare è responsabile anche chi poteva prevedere quell'evento e non ha impedito il fatto”. Il Pm ha così contestato al Silvestri anche il concorso in omicidio colposo. Altro aspetto la funzione di pubblico ufficiale rivestita dal fiduciario della Federazione Sandro Silvestri che secondo il Pm Cascini va ricollegata alla funzione e non al rapporto di lavoro o alla sua eventuale retribuzione. “Tra le attività della Federazione di cui all’art 23 dello Statuto del Coni – precisa il PM Cascini- è prevista l'attività di verifica e controllo da parte della Federazione del rispetto della normativa. Unico ente certificatore è la LND che ha il potere di decidere se si poteva o no giocare e dunque la conformità dell'impianto alle regole, il potere esercitato dall'organo verificatore è di natura pubblicistica. Comunque sia si trattava di ostacoli pericolosi a prescindere dalla distanza. Chiunque avrebbe avuto da dire e invece non si è giudicata l'irregolarità”. Dunque il presupposto di falso è il verbale che va considerato falso nel complesso. Il reato di falsa attestazione ha contribuito a causare l'evento morte. Il Pm Cascini ha così concluso la sua requisitoria contestando sia il reato di falso che di concorso in omicidio colposo formulando una richiesta di condanna di 3 anni e 8 mesi di reclusione. E la difesa? Fondamentalmente gli avvocati del Silvestri hanno sostenuto l’innocenza del proprio assistito fondando la linea difensiva sul ruolo del Silvestri. Secondo la difesa Sandro Silvestri non era il soggetto deputato a verificare la sicurezza dell’impianto attribuendo invece le responsabilità al gestore del campo dell’Almas ossia al Presidente Massolo (deceduto nel marzo 2009 poco prima dell’inizio del processo) e alla Commissione di Vigilanza comunale, organo preposto alla verifica dell’agibilità degli impianti. Secondo la linea difensiva quanto previsto dall’art. 27 del Regolamento LND (ossia il 1,50 mt del campo per destinazione libero da ostacoli) non costituisce una misura di sicurezza ma bensì una semplice regola di gioco e il Silvestri quale “osservatore” avrebbe avuto solo il compito di verificare la larghezza e la lunghezza del campo. La Lega Nazionale Dilettanti avrebbe così rilasciato omologazioni “a soli fini sportivi” ossia solo al fine di permettere di far giocare le partite di quella categoria e non “a fini di sicurezza”. Altro punto su cui si fonda la linea difensiva sostenuta dagli avvocati del Silvestri riguarda le linee del campo. Secondo la tesi sostenuta dalla difesa il campo, omologabile nel 2005, avrebbe subito successivamente una traslazione verso destra con conseguente restringimento del campo per destinazione. Dunque secondo la difesa tra il 2005 e il 2008 le linee avrebbero subito uno spostamento, spostamento intenzionale dettato dalle esigenze dell’Almas al fine di permettere di avere maggiore spazio davanti alle panchine. La difesa del Silvestri ha invocato inoltre le responsabilità del guardiano Kihel Mohamed che secondo la difesa avrebbe alterato negli anni le segnature del rettangolo di gioco e, conseguentemente, le misure del campo per destinazione, definendolo “marocchino in ciabatte”. Mohamed Kihel, guardiano del campo nonché magazziniere, lavora alle dipendenze dell'Almas dal 15 gennaio 2001 e all’udienza dello scorso 8 febbraio 2008 dichiarò in modo preciso e puntuale “Da quando lavoro per l'Almas ho sempre fatto le stesse linee, non ho mai cambiato le stesse. Sono sicuro che le linee non sono mai state spostate e che non sono mai stati fatti lavori sul campo. Ho visto quel tubo e da quando lavoro all'Almas quel rubinetto è sempre stato lì”. Inoltre il Pm Cascini nella requisitoria aveva precisato come le linee non siano state spostate in quanto le bandierine poste ai quattro angoli del campo hanno la caratteristica di essere inserite in una camicia permanente nel terreno. E ancora la difesa del Silvestri a sostegno dell’ipotetico spostamento del campo ha poi proiettato diverse slide in cui venivano riportate le diverse misure del campo per destinazione, misure leggermente diverse tra di loro nei diversi rilievi e/o perizie effettuate ma tutte ben al di là di sotto del 1,50 mt richiesto dall’art. 27. Vista la complessità della vicenda e complice anche il protrarsi dell’udienza il Giudice monocratico Annamaria Planitario ha preferito rinviare al 4 gennaio 2011 alle ore 9 presso il Tribunale di Roma, VII sezione penale aula 16, quando, salvo repliche del Pm Cascini, verrà data lettura del dispositivo della sentenza e si concluderà il processo penale di primo grado per la morte di Alessandro Bini. A distanza di quasi 35 mesi la famiglia Bini attende Giustizia perché non si può morire a soli 14 anni giocando a pallone. Alessandro aveva davanti a sé tutta la vita, vita che è stata spezzata sotto gli occhi dei suoi genitori. Purtroppo nessuna sentenza potrà restituire Alessandro alla sua famiglia. La famiglia chiede semplicemente Giustizia per Alessandro e perché quanto successo non si ripeta mai più. La vicenda di Alessandro non è una tragica fatalità ma bensì la punta di un iceberg, di un sistema sbagliato in cui la mentalità del “tanto non succede” e del “chiudere un occhio” ha fatto chiudere per sempre gli occhi di un ragazzo che quel tragico 2 febbraio 2008 voleva solo andare incontro alla vita.
 
Di Admin (del 15/12/2010 @ 19:26:14, in Alessandrobini, linkato 614 volte)
 
Di Admin (del 10/12/2010 @ 23:01:27, in AlessandroBini, linkato 1118 volte)
Il 13 dicembre 2010 alle ore 10 presso il Tribunale di Roma VII sezione penale ed. B aula 16 giudice Annamaria Planitario, si terrà la discussione finale e sarà emesso dal Giudice Monocratico il dispositivo di colpevolezza o assoluzione a carico di Sandro Silvestri, fiduciario del CR Lazio che diede l'omologazione al Campo Sant'Anna B, dove il 2 febbraio 2008 perse la vita, mio figlio, Alessandro Bini che durante una fase di giuoco colpì con il torace la manetta di un rubinetto posta a soli 70 cm dalla linea laterale del campo.
Silvestri è imputato per falso ideologico e concorso in omicidio colposo e ho l'impressione che l'avvocato che lo difende voglia cercare di poterlo far assolvere almeno per uno dei due capi d'imputazione.
Ma non ci dimentichiamo che i due capi d'imputazione si concatenano perché se lo condannano per falso ideologico (misure riportate sul VERBALE di omologazione totalmente discostanti dalle misure evinte dalla relazione del consulente tecnico del PM e della Autorità Giudiziaria che è intervenuta immediatamente dopo l'incidente) necessariamente devono condannarlo per concorso in omicidio colposo, mentre al contrario entrambi decadono.
Se il Silvestri avesse fatto il suo dovere, ma soprattutto avesse rispettato il regolamento della Lega Nazionale Dilettanti, la stessa che lo ha incaricato di stilare il VERBALE di omologazione, che all'art. 27 detta che: "Tra le linee perimetrali del campo di giuoco ed il pubblico, od ostacolo fisso (muri, pali, reti, fossati, alberi, ecc.) deve risultare una distanza minima di mt. 1,50 (campo per destinazione)", forse oggi era tranquillo con la sua famiglia e io avrei ancora la possibilità di stringere tra le braccia mio figlio.
E allora perché un traliccio con un rubinetto ad una altezza di 1,50 cm e con una leva di circa 20 rivolta verso il campo era a solo 70 cm ???
Un traliccio sempre esistito da quando esiste quel campo, tra l'altro che ha passato anche le precedenti omologazioni che non si sono potute acquisire perché, guarda caso, il Comitato del Lazio della LND ogni 5 anni le distrugge.
Come è possibile che io contribuente debba tenere per 10 anni la documentazione relativa alla mia dichiarazione dei redditi e i VERBALI su carta intestata F.I.G.C. vengono distrutti ogni 5 anni???
Domande alle quali nessuno è riuscito a darmi una risposta.
Non mi interessa la quantificazione della pena, non mi interessa se questo tizio non farà neanche un giorno di galera, ma mi interessa che PER LA REPUBBLICA ITALIANA SIA RITENUTO COLPEVOLE PER I REATI ASCRITTI !!!!!
Ciò oltre a dare GIUSTIZIA AD ALESSANDRO deve servire ad aprire le menti e a rendere responsabili coloro che vengono investiti da incarichi di controllo, perché non si può vedere morire un figlio con la gioia del divertimento...un figlio che aveva una vita da vivere e gli è stata spezzata!!!!
Delia Santalucia Bini
SI E' SEMPRE RESPONSABILI DI QUELLO CHE NON SI E' SAPUTO EVITARE. ( Jean Paul Sartre)
 
Di Admin (del 02/12/2010 @ 23:41:47, in eventi, linkato 542 volte)

Nella manifestazione organizzata dal comune di Campiglia il 5 dicembre 2010, il Club Patchwork e la Bottega del sorriso sosterrano alcune associazioni Onlus e tra questa ci sarà anche l'Associazione Alessandro Bini.

scarica il programma >> clicca qui

 
Di Admin (del 30/11/2010 @ 00:27:54, in Alessandrobini, linkato 1091 volte)

3 Borsa di Studio Alessandro Bini Roma

29 Novembre 2010

Istituto di Istruzione Superiore Leopoldo Pirelli

Alunna che ha dimostrato, nonostante reali difficoltà che sa affrontare con serietà e serenità,  un notevole spessore umano, divenendo anche per i compagni sicuro punto di riferimento; collaborativa con la famiglia, corretta in tutte le situazioni,  si e’ distinta per l’interesse verso lo sport che coltiva con passione e costanza, conseguendo sempre migliori risultati. 

Ha un ottimo curriculum scolastico e lo scorso anno ha conseguito la media dell’8.  

E’ nata in Romania il’19 giugno 1994.

Viene conferita la III Borsa di Studio Alessandro Bini a

Ioana Alexandra Dragan

 

clicca per vedere la galleria fotografica di Paolo Lori Fotografo ufficiale Associazione Alessandro bini. >> clicca qui

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Di Admin (del 25/11/2010 @ 17:00:17, in Italia.Lazio, linkato 519 volte)

Informiamo che il bando per la sicurezza negli impianti sportivi è prorogato al 13 dicembre 2010 .
Contestualmente è stata approvata una rettifica che prevede la possibilità che possano fare domanda anche le Società sportive a carattere dilettantistico senza scopo di lucro affiliate a federazioni, discipline associate o agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, in qualità di gestori o proprietari di impianti sportivi privati.

clicca per scaricare la rettifica al Bando >> PDF

 

 
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