IO SONO ANCORA QUI
(A chi vive in un altro cielo)
Con passi discreti, tra spine e fiori
stavo nei vostri cuori e sono ancora qui,
niente è cambiato, vedo le vostre lacrime
che ad una ad una io raccolgo per farne un sentiero di stelle.
Nella luce e nel buio io vi sono accanto
quando la vita si fa troppo dura
e accolgo il vostro pianto
quando nel cuore sentite la paura.
Mi nasconde una nuvola e voi non mi vedete
ma io ci sono, sono nel vento e in quel rosso tramonto,
quando la brezza vi scompiglia i capelli
è la mia mano che vi fa una carezza.
Voglio un regalo da voi, voglio il vostro sorriso,
cercatemi nelle piccole cose di ogni giorno che verrà,
e lì mi troverete, per darvi ancora un bacio
questa poesia è stata scritta da una donna che si chiama Lucia, l'ho letta in un forum dove si raccontano delle mamme che hanno perso i loro figli... la trovo semplice e pura, commovente, leggendola mi è sembrato di ascoltare una voce sussurrata che mi ha dato coraggio...
commento inviato al sito un grazie a tutti coloro che partecipano e intendono iscriversi alla Associazione.
Perchè la vita di un giovane calciatore vale meno di qualsiasi altra vita legata al calcio professionistico?
Peccato che c' sempre bisogno di una vita umana per capire l'importanza della sicurezza nei luoghi dove giocano i nostri figli, un abbraccio un papa' e una mamma di Foggia
dal 13/3/2008 per volere di Papà Claudio e Mamma Delia Alessandro riposa al
Cimitero Flaminio
Gruppo VII PORTICATO D Numero 1 Fila 1
Claudio e Delia Bini
Documento senza titolo
ROMA - Una fine assurda quella di Alessandro, morto a 14 anni su un campo di calcio, a Roma. Si è accasciato dopo aver sbattuto contro un tubo di ferro che serve per irrigare. Inutili i soccorsi, che pure sono arrivati rapidamente. Il campo è stato posto sotto sequestro. Sarà la polizia ad accertare se vi sono delle responsabilità . Alessandro stava disputando nel primo pomeriggio una partita di calcio del campionato Giovanissimi nel complesso sportivo di via Demetriade, nel quartiere Appio Tuscolano. Durante una delle fasi della partita, secondo quanto è stato ricostruito, il giovane sarebbe finito addosso al tubo di metallo utilizzato per l'irrigazione, sbattendo violentemente il petto contro la maniglia del rubinetto. Il tubo, stando ai rilievi delle forze dell'ordine, è situato a circa un metro e mezzo dalla linea di demarcazione del campo. Alessandro si è accasciato e si è subito pensato che potesse avere avuto un malore. Immediatamente sono stati chiesti i soccorsi, prontamente intervenuti. L'ambulanza dell'Ares è arrivata intorno alle 15:20, sette minuti dopo la chiamata. I medici hanno cercato di rianimare il ragazzo: dopo un primo tentativo compiuto sul posto, con un defibrillatore, lo hanno trasportato nel vicino ospedale Figlie di San Camillo, dove però il quattordicenne è giunto morto. Sulle cause del decesso non c'è un responso ufficiale, ma gli stessi operatori sanitari che hanno soccorso il ragazzo sarebbero dell'avviso che la morte è stata provocata dall'impatto con il tubo e non da un improvviso malore. Increduli e disperati i genitori di Alessandro che, al momento dell'incidente, sono entrati nel campo. La polizia, intervenuta sul posto, ha sequestrato l'impianto e sentito alcuni testimoni: sembra che il ragazzo stesse correndo aspettando di ricevere un cross, con la faccia all'indietro, e non si sarebbe accorto del tubo a bordo campo. Il giovane calciatore giocava nella Cinecittà Bettini, categoria Giovanissimi provinciali. FONTE: ANSA WEB